Cosa vogliamo

 - Il pieno riconoscimento del valore del traduttore sotto il profilo artistico, professionale e retributivo.

 - La sensibilizzazione dei traduttori alla lotta per i propri diritti e la propria dignità professionale, per esempio attraverso il rifiuto di lavorare a tariffe indecorose.
- Un modello di contratto che garantisca condizioni più eque di quelle attuali.

 - La revisione della Legge sul Diritto d’Autore del 1941, con particolare riguardo all’eliminazione della dicitura “salvo pattuizione contraria”, che di fatto vanifica gran parte delle tutele previste.

 - La costituzione di un fondo previdenziale che garantisca alla nostra categoria forme di tutela oggi assenti.

 - L’istituzione di un Fondo per la Creatività che sostenga l’attività e l’aggiornamento professionale di scrittori e traduttori letterari attraverso borse di studio, prestiti d’onore e contributi all’organizzazione di eventi culturali e formativi.

 - La reintroduzione del “Pubblico dominio pagante” (versamento di una percentuale sul prezzo di copertina o del biglietto da parte di chi sfrutta un’opera in pubblico dominio).

 - La revisione dell’attuale normativa sulla reprografia (fotocopiatura di opere protette dal diritto d’autore) per consentire un adeguato rilevamento dei dati e un incremento dei proventi destinati agli autori.