![]() |
| MAPPA DEL SITO | CONTATTI | HOME |
Chi siamo
Sindacato Nazionale Scrittori Traduttorisns.it©2007-2009
|
FAQ Questa pagina intende offrire una risposta alle domande più frequenti sulla professione del traduttore letterario. Per una definizione generale del concetto di diritto d'autore e dei diritti connessi, clicca qui Per una panoramica sulla tutela delle opere letterarie, clicca qui Per suggerimenti e consigli su come muovere i primi passi nel settore, clicca qui
Domande frequenti Per svolgere la professione di traduttore letterario è necessario iscriversi a un albo? Non esiste un albo dei traduttori letterari. I traduttori di libri sono considerati a tutti gli effetti autori. Questo significa che sono creatori e, in virtù del principio della libertà di creazione, la loro attività è aperta a tutti. Per svolgere la professione di traduttore letterario è necessario aprire una partita Iva?
I traduttori
letterari percepiscono redditi derivanti dall'utilizzazione
economica di opere dell'ingegno. L'utilizzazione economica di
opere dell'ingegno, cioè la cessione di diritti d'autore, se
effettuata direttamente dall'autore, non è soggetta a Iva
(Riferimento normativo:
art.3, comma 4), lettera a) del DPR n.633/72). Il
traduttore letterario non ha dunque bisogno di aprire una Partita
Iva ma deve semplicemente emettere una notula di pagamento (vedi
esempio in formato xls). È necessario apporre una marca da bollo sulla notula? Per i diritti d'autore la marca da bollo non è necessaria, così come sulle ricevute per prestazioni occasionali (quelle con la ritenuta d'acconto al 20% sul totale). Come viene calcolato ai fini dell'Irpef il reddito imponibile del traduttore letterario?
Dal punto di vista fiscale, i redditi
derivanti dall'utilizzazione economica da parte dell'autore sono
considerati redditi di lavoro autonomo.
Una nuova disposizione della Finanziaria 2007 (comma 318 dell'unico articolo della legge 27 dicembre 2006, n. 296) prevede per gli autori di età inferiore ai 35 anni una deduzione forfetaria nella misura del 40 per cento del compenso percepito, in luogo della deduzione standard nella misura del 25 per cento. Dunque, un traduttore di età inferiore ai 35 anni si vedrà tassato solo il 60% del proprio compenso. Vedi anche la Guida agli aspetti fiscali del diritto d'autore (pdf) I compensi derivanti dalle traduzioni letterarie sono soggetti al contributo gestione speciale Inps? No. La cessione dei diritti d'autore, cioè l'utilizzazione economica delle opere dell'ingegno, quando fatta direttamente dall'autore, non è soggetta al contributo Inps. Per questi compensi non esiste neanche il vincolo dei 5000 euro lordi all'anno stabilito per le collaborazioni occasionali. Ciò significa che un traduttore letterario può percepire quanti redditi vuole dalle sue opere dell'ingegno. Ha importanza l'abitualità o l'occasionalità dei diritti d'autore? No. In entrambi i casi, i redditi non sono soggetti a Iva e Inps e ad essi si applica la deduzione forfetaria sopra illustrata. Qual è il trattamento fiscale di chi traduce per giornali e riviste? Purché la traduzione sia di natura minimamente creativa, i redditi così prodotti sono a tutti gli effetti di diritto d'autore e pertanto godono del relativo trattamento fiscale. Se si svolge un lavoro durante un anno solare ma il pagamento slitta all'anno successivo, in quale dichiarazione dei redditi rientra? Per i contribuenti senza Partita Iva, i redditi derivanti da collaborazioni occasionali, diritti d'autore e altro devono essere dichiarati nell'anno in cui vengono pagati. Cosa devo fare per tradurre un’opera straniera? Per tradurre un’opera letteraria, è necessario ottenere l’autorizzazione dell’autore dell’opera originaria o di chi ne detiene i diritti. L’autorizzazione non è necessaria per le opere cadute in pubblico dominio. È libera l’utilizzazione di un’opera caduta in pubblico dominio? L’opera caduta in pubblico dominio è liberamente utilizzabile senza autorizzazione e senza dover corrispondere compensi per diritto d’autore. Ciò purché si tratti dell’opera originale e non di una sua elaborazione protetta. Quanto dura la tutela economica dell’opera? I diritti di utilizzazione economica durano per tutta la vita dell’autore e fino a 70 anni dopo la sua morte. Trascorso tale periodo l’opera cade in pubblico dominio. Nel caso di opere in collaborazione, il termine si calcola con riferimento al coautore che muore per ultimo. Nel caso di opere postume, il termine si calcola comunque dalla morte dell'autore. Posso percepire diritti come traduttore di un’opera straniera? Il traduttore di un’opera letteraria viene tutelato per le varie forme di utilizzazione della sua traduzione. Quali sono i diritti morali del traduttore di un'opera? I diritti morali sono assicurati dalla legge a difesa della personalità dell’autore e si conservano anche dopo la cessione dei diritti di utilizzazione economica. I principali diritti morali sono:
Quali sono i diritti di utilizzazione economica di un'opera? Nel settore delle opere letterarie, i principali diritti di utilizzazione economica sono:
Qual è la durata massima di cessione dei diritti? L'art.122 della LDA stabilisce in venti anni la durata massima della cessione dei diritti. Nulla toglie, però, che possa essere stipulato un termine inferiore. Dipende dall'autorevolezza del traduttore e dal suo rapporto con la casa editrice. Che cosa sono i diritti di reprografia? La legge 633 del 1941, così come modificata dalla
legge 248 del 2000, consente ormai la fotocopiatura dei volumi e
fascicoli di periodici senza la preventiva autorizzazione degli aventi
diritto, purché effettuata per uso personale ed entro il limite massimo
del 15%. La SIAE ha il compito di incassare e ripartire detti diritti
dopo aver concluso accordi specifici con le associazioni rappresentative
delle parti interessate (autori, editori ed utilizzatori). I proventi
della reprografia vengono suddivisi tra editori e autori. Ai traduttori
spetta il 33% della somma destinata all'autore dell'opera. È obbligatorio aderire alla SIAE? No, l'adesione alla SIAE è libera e volontaria. Per informazioni sulla Sezione OLAF (Opere Letterarie e Arti Figurative) clicca qui Cosa sono il compenso a stralcio e il compenso a percentuale? Il compenso a stralcio è una cifra
definitiva prevista come unico compenso, in genere proporzionale al
numero di cartelle tradotte. È la forma di pagamento più diffusa nei
contratti di traduzione. Esiste una tariffa minima sindacale? Per la legge del libero mercato non è consentito fissare tariffe per le traduzioni letterarie. È comunque possibile avere un quadro generale della situazione in Italia consultando i risultati dell'inchiesta sulle tariffe svolta annualmente dalla comunità di traduttori Biblit in collaborazione con la Sezione Traduttori. Molto utile a questo proposito anche il sito del Tariffometro. Esiste un modello standard di contratto? A differenza di molti Paesi europei, in Italia non esiste un contratto standard convenuto tra le associazioni di categoria. Per vedere alcuni esempi di contratti di traduzione, clicca qui Ho il diritto di correggere le bozze? L'articolo 125, secondo comma, della LDA recita:
"L'autore ha altresì l'obbligo e il diritto di correggere le
bozze di stampa secondo le modalità fissate dall'uso". Una sentenza
della Cassazione (21 febbraio 1969, n.587) individua nella correzione
delle bozze un diritto morale dell'autore. Ho il diritto di essere citato sul frontespizio dell'opera da me tradotta? L'art. 33 del regolamento di attuazione della LDA recita: "Per le opere tradotte, sulla copertina o sul frontespizio dell'esemplare devono essere impressi, oltre il nome e cognome del traduttore, il titolo dell'opera e l'indicazione della lingua da cui è stata fatta la traduzione". Ho il diritto di essere citato nella recensione di un'opera da me tradotta? L'art. 70, terzo comma, della LDA recita: "Il riassunto, la citazione o la riproduzione debbono essere sempre accompagnati dalla menzione del titolo dell'opera, dei nomi dell'autore, dell'editore e, se si tratta di una traduzione, del traduttore, qualora tali indicazioni figurino sull'opera tradotta." Esiste una forma previdenziale per i traduttori? Al momento, purtroppo, no. L'unica soluzione è sottoscrivere una polizza individuale presso una banca o un'assicurazione. Ho diritto all'indennità di maternità? No, se non si ha in essere un rapporto di lavoro subordinato o para-subordinato e non si è nemmeno iscritte all'INPS come lavoratrici autonome. Per ulteriori dettagli, clicca qui
|