La figura di Fernando Pessoa
L’opera di Fernando Pessoa è molto vasta, dato che la sua carriera letteraria accompagnò praticamente tutta l’esistenza dello scrittore portoghese. Una vena creativa che sin dall’infanzia si manifestò con il poemetto “Alla mia amata mamma” e che lo accompagnerà fino ai 47 anni, età in cui morì in seguito alla cirrosi epatica, dovuto al consumo smodato di alcol.

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La poetica di Pessoa è complessa e profonda, per questo motivo il critico letterario Harold Bloom lo definirà con Pablo Neruda il poeta più rappresentativo del XX secolo. Non voglio dare qui un’approfondita esamina dello stile e delle opere del portoghese, troppo spazio richiederebbe una simile operazione e conoscenze molto più approfondite rispetto a quelle che ha un appassionato lettore.
Di Pessoa, così come la sua arte, interessante è scandagliare il personaggio che, nonostante egli stesso affermi di aver vissuto una vita pacata, colpisce non poco per le sue posizioni ideologiche e la vicinanza all’esoterismo e alla massoneria. La nota autobiografica che scrisse nel 1935 e pubblicata nel 1940 come introduzione a “À memória do Presidente-Rei Sidónio Pais” da una sintesi esplicativa dello scrittore, sostenitore della monarchia e della sua impossibile attuazione in Portogallo, a favore della Repubblica. Cristiano gnostico, Pessoa prende le distanze dalla tradizione romano-cattolica, abbracciando invece la “Tradizione Segreta” del Cristianesimo e quella d’Israele, insieme agli insegnamenti della Massoneria. Pessoa fu infatti un iniziato dell’Odine dei Templari del Portogallo.
Nazionalista convinto, si dichiarò anticomunista e anti socialista e individuerà nell’ignoranza, nel fanatismo e nella tirannia i nemici da sconfiggere. Figura estremamente interessante, Pessoa intreccerà anche legami di conoscenza e di scambio d’idee con Aleister Crowley, il gran maestro dell’occultismo.