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Orhan Pamuk

Orhan Pamuk è uno scrittore turco divenuto noto soprattutto dopo aver ottenuto il Premio Nobel per la Letteratura nel 2006. La motivazione per la sua premiazione è stata la seguente: “nel ricercare l’anima malinconica della sua città natale, ha scoperto nuovi simboli per rappresentare scontri e legami fra diverse culture”. Pamuk infatti riesce a descrivere in maniera reale, ma anche un po’ fiabesca, la situazione della Turchia di oggi, un Paese che funge da ponte tra l’Europa e l’Asia, la civiltà occidentale e quella orientale, tra l’Islam e il Cristianesimo, tra modernità e tradizione.

© MasterLu - Fotolia

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Orhan Pamuk nasce il 7 giugno 1952 in una famiglia borghese benestante a Istanbul. Dopo gli studi, gli viene imposto dalla famiglia di iscriversi alla Facoltà di Architettura, che però dopo soli 3 anni abbandona per potersi dedicare alla sua vera passione, la letteratura. Si laurea nel 1977 all’Istituto di Giornalismo dell’Università di Istanbul.
Pamuk è stato incriminato nel 2005 dal Governo turco in seguito ad alcune dichiarazioni fatte a una rivista svizzera che riguardavano il massacro di un milione di armeni da parte dei turchi durante la Prima Guerra Mondiale. Il processo è stato poi sospeso in attesa dell’approvazione del Ministro della Giustizia turco. Nonostante il grande successo ottenuto a livello internazionale, una parte dell’opinione pubblica turca si è schierata contro di lui in seguito alle sue dichiarazioni sul massacro di armeni in Turchia.
La maggior parte delle opere di Orhan Pamuk sono ambientate a Istanbul, città con la quale ha un legame molto forte. Tra le sue opere più famose “Il mio nome è rosso” del 1998, “Neve” del 2004 e “Il museo dell’innocenza” del 2009.

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